In treno tre
Mi sono preso qualche giorno di vacanza, un treno, qualche libro, ed eccomi qui a Pordenonelegge. Mentre bevo un caffè, sotto il sole, vedo sedersi vicino al mio tavolo Giulio Mozzi. Mi avvicino, lo saluto.
"Ciao, tu sei Giulio Mozzi"
"Per alcuni versi, sì". Dice lentamente.
"Scusa ma non possiamo parlare qui, io ho due categorie nel blog, una riguarda le telefonate, l'altra gli incontri in treno o in stazione".
"Bene, andiamo in stazione". Mi dice con tono convinto.
Arriviamo in stazione, entriamo in un treno fermo in un binario morto, troviamo una carrozza pulita e ci sediamo.
"Tu sei Giulio Mozzi o giuliomozzi?"
"Bella domanda! Non ci capisco molto utimamente".
"Come fai a gestire questi sdoppiamenti?".
"La cosa in realtà è utile. Se posso dirti la verità, in questo momento a Trento c'è Giulio mozzi che tiene un laboratorio di scrittura; a Roma c'è giulio Mozzi che sta incontrando uno scrittore; sul palco di Pordenone salirà Giulio Mozzi quello dei libri; qui trovi giulio mozzi, quello del blog".
"Ogni tanto vi ritrovate assieme?".
"Tutti i lunedì, facciamo il punto della situazione, assegnamo le cose da fare, la casa da mettere in ordine, la spesa...".
"Qualche volta ci sono errori organizzativi?".
"Certo a volte sul blog scrive quello dei laboratori, altre volte le interviste le sbriga quello del blog (cioè io)".
"Problemi?".
"Nessuno, noi siamo un team senza invidie. Lavoriamo perfettamente assieme".
"Qualcuno è mai riuscito a intervistarvi tutti contemporaneamente?".
"No, mai".
"Si potrebbe fare un remake di un film e intitolarlo 'Essere Giulio Mozzi'".
"Bella idea, ma ci vogliono quattro locandine diverse, una per ciascuno".
"Ora ti saluto, ho qualche problema di identità. Portami un saluto agli altri tre. verrò a seguire il tuo intervento".
"Bene, grazie. Alla prossima".
Poi non sono andato a sentire parlare di identità, fiction e altro. Ho avuto paura.
di tet | 26/09/2003